Drakkar Dev

Vidoegame, da Monkey Boxing a War Tech Fighters

Ecco un altro duo alle falde dell’Etna, Manlio Greco e Domenico Gallo di Drakkar Dev. Il primo è «un quasi ingegnere» ed è il programmatore, il secondo è l’art. Non più una startup, Drakkar è nata a Catania nel 2010 (c’era anche un terzo socio in principio) e dopo alcune esperienze sul mercato italiano (lavori in “subappalto”) ha preferito guardare al mercato estero, trovare un publisher americano e lavorare sul mercato globale. Così è nata la bella storia di Monkey Boxing, il gioco per mobile che fa combattere sul ring scimmiette personalizzabili, distribuito dalla Crescent Moon.

I primi due da sinistra, Domenico Gallo e Manlio Greco
I primi due da sinistra, Domenico Gallo e Manlio Greco

«Il nostro publisher ci garantisce una puntualità nei pagamenti che in Italia non esiste – spiegano i due di Drakkar -. Gli Usa sono un altro mondo. D’altronde il mercato italiano dei game per mobile vale solo il 2% del totale, anche se l’italiano resta la nostra lingua madre e c’è in tutti i giochi che realizziamo». La loro avventura imprenditoriale procede, a piccoli passi, ma va avanti. Sono arrivati al settimo gioco autoprodotto (un altro paio, realizzati su commissione, li tengono sottotraccia) e dopo aver provato a lavorare con un impossibile mercato italiano hanno preferito rivolgersi all’estero. In cantiere c’è un gioco per mobile, ma anche per pc e adesso anche per XBox One, «visto che recentemente abbiamo acquisito una licenza per questa piattaforma per il nostro penultimo titolo, Clash of Puppets, del quale stiamo completando la conversione per la console», spiega Manlio.

Il nuovo game è invece War Tech Fighters. Sul sito di Drakkar c’è scritto “Ready to take off, pronti al decollo”. Un action game dalla grafica molto curata, che ha per protagonisti dei giganteschi robot, un po’ Transformers, un po’ Pacific Rim, un po’ Gundam e i cartoni giapponesi di qualche decennio fa. «Battaglie in ambiente fantascientifico e spaziale, esplosioni e tanto metallo – spiega Manlio -. Questo è il progetto che sta assorbendo il 99% del nostro tempo attualmente, è il lavoro più grosso che abbiamo mai fatto. Recentemente siamo stati allo Unite 2015 ad Amsterdam, l’abbiamo presentato alle ditte internazionali di cui abbiamo utilizzato il software e proveremo a farci supportare da loro nella comunicazione. Però non siamo ancora pronti per darlo a un publisher. D’altronde, non è più come una volta, quando presentavi l’idea e te la finanziavano. Oggi ti dicono: bel gioco, fallo e poi io te lo promuovo e ti do una royalty».

War Tech Fighters (in acronimo wtf, una scelta non casuale, ndr) dovrà uscire su pc e XBox One e con una versione «meno spinta» anche su mobile. Con la consapevolezza che «quello che conta è emergere e su questo la qualità del prodotto è importante. Ce ne siamo accorti in passato con il nostro primo gioco, nel 2010, che non ha fatto sfracelli ma era molto curato graficamente e per questo viene ancora oggi ricordato»

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