Fabio Ilacqua e Francesco Bizzini di Rimlight Studios

Videogame, ecco Zheros: Mike e Dorian a caccia del Dottor Vendetta

Mike è un omaccione supermuscoloso dalle gambette corte, coraggioso e potente, ma un po’ sempliciotto. Il Capitano Dorian, invece, è una ragazza in gamba, capelli rossi e occhi verdi, ligia al dovere, capace di tenere in riga anche il collega buontempone. Sono la simpatica coppia di poliziotti intergalattici della Zheros, pronti a difendere il loro universo dai cattivoni di turno, come il malefico Dottor Vendetta, l’arcinemico che potrà essere sconfitto soltanto dopo aver superato diciotto livelli di gioco e due mondi futuristici.

Ecco Zheros, un nuovo videogame tutto “Made in Catania” che entro l’anno sarà disponibile per pc e XBox One, recentemente testato al Salone Etna Comics ottenendo feedback molto positivi tra le centinaia di giocatori, adulti e giovanissimi, che l’hanno provato. Grafica molto curata, intuitività, azione e combattimenti. «Ci siamo ispirati ai giochi combat a scorrimento di un po’ di anni fa e ci siamo detti: perché non li reinventiamo?». Così Fabio Ilacqua, 36 anni, ingegnere informatico votato alla computer graphic, spiega la genesi del progetto. Fabio è il direttore artistico del team che lavora senza sosta al progetto di Zheros tra schermi, computer, bozzetti grafici e disegni appesi alle pareti, nove persone in tutto, (sette in produzione tra le quali un canadese, uno svedese e un tedesco e a breve anche un britannico).

Fabio è anche uno dei sette soci – tutti catanesi – della Rimlight Studios, l’azienda con sede a Tremestieri Etneo nata nell’aprile 2014 con un investimento non indifferente per realizzare e lanciare sul mercato questo nuovo gioco per console e pc che ha avuto l’ok di Microsoft, «che lo scorso marzo ci ha invitato a presentarlo alla GDC (Game Developers Conference) di San Francisco», dice Ilacqua.

Un’avventura imprenditoriale nata anche grazie all’incontro di Fabio – 9 anni di lavoro fra l’Olanda, Firenze e Roma – con alcuni vecchi amici con cui «s’era sempre pensato di fare qualcosa insieme». Il prototipo del gioco l’aveva messo su qualche tempo prima Francesco Bizzini, il vero “papà” di Zheros, che nel team di Rimlight si occupa della programmazione e del game design e viene da una lunga esperienza nel settore. Naturalmente da quel prototipo molte cose sono state espanse e migliorate, sia sul «gameplay sia sulla grafica», dice Ilacqua.

Il quartier generale di Rimlight Studios
Il quartier generale di Rimlight Studios

L’unica donna del team, Rossana Barbagallo, si occupa della comunicazione, un aspetto non da poco vista la decisione di distribuire il gioco esclusivamente on line (a un prezzo tra i 15 e i 20 euro) autonomamente e senza appoggiarsi a nessun intermediario. Una grossa sfida. Il gioco sarà lanciato in 5 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo e svedese) oltre all’italiano. I primi 6 mesi saranno cruciali.
Intanto si pensa anche a futuri sviluppi: aggiungere potenziamenti, magari a pagamento, aumentare il numero dei personaggi giocabili (ora al massimo due), arrivare sulla PlayStation 4 di Sony. Un passo alla volta. Ma la scelta è sempre stata quella: produrre giochi per console. Cosa serve? «Un’idea buona, un po’ di fortuna… e i capitali, che aiutano, perché se serve un team di gente esperta servono risorse e per entrare in questo tipo di mercato è l’unica via possibile», dice Ilacqua.

Intanto, tra i passi avanzamento verso il lancio di Zheros, la partecipazione alla fiera Gamescom di Colonia, in Germania a primi di agosto. «Siamo stati tra i 10 studios italiani chiamati al Padiglione Italia», rivela Ilacqua. In bocca al lupo, e buona caccia al Dottor Vendetta.

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