Startup Europe Week a Catania

Startup Europe Week, Faraci: «Catania ha potenzialità, ma ci vuole più cultura d’impresa»

Chiusa la parentesi catanese della Startup Europe Week, l’evento che la commissione europea ha voluto organizzare in poco più di mesi per cercare di “mappare” gli ecosistemi innovativi in Europa. Un progetto che è andato ben oltre le attese visto che «sono state mappate ben 230 realtà in tutto il continente», come ha reso noto Salvo Fallica, di Impact Hub, stamattina nell’aula magna del Dipartimento di Economia, dove il professore Rosario Faraci ha chiamato a raccolta vari attori dell’ecosistema delle startup catanesi. Un po’ per fare il punto conclusivo della due giorni, un po’ per misurarsi.

Inutile dire che c’è tanto da fare, ma che ci sono grandissime potenzialità in ambiti anche molto distanti tra loro e in un “movimento” che è bottom up, nasce dal basso. D’altronde lo stesso Fallica ha dapprima illustrato cosa è venuto fuori dalla prima delle due giornate della Startup Europe Week catanese, quella di ieri ospitata dall’incubatore Vulcanìc, alla presenza di un interlocutore importante come Invitalia, gestore del programma Start&Smart. E qui la prima notizia: Catania è una città attivissima e preparata, con una media del 40% di progetti accolti su quelli presentati al programma di agevolazioni finanziarie. Una media decisamente superiore a quella del resto d’Italia. A questa bella notizia ne sono seguite altre, che vi racconterò in altri post: industria ICT all’avanguardia (novità da St) e spin off universitari (come il caso di SMS).

Stamattina sono state illustrate anche le conclusioni del panel di ieri, per rispondere fondamentalmente a una domanda: esiste a Catania un valido ecosistema di startup? La risposta è stat “ni” (approfondirò). Qui, invece sentiamo il professore Faraci, che alla guida del Capitt dell’Università etnea si sta molto impegnando per valorizzare ricerca e innovazione universitaria e dialogo con il mondo delle imprese, al quale ho rivolto alcune domande sul tema. Le risposte le guardiamo in video.

Professore Faraci, a che livello è l’ecosistema delle startup innovative in Sicilia?

L’ecosistema catanese ha connessioni con altre realtà siciliane, come Palermo, Favara… C’è un ecosistema regionale?

Per Catania è stata prevista un’ipotesi di sviluppo economico fondata sull’ICT, con la grande industria come St e un panorama di piccole e medie imprese, e tante startup innovative e tecnologiche. E’ plausibile uno scenario del genere?

Cosa manca all’ecosistema catanese delle startup? E il Comune può avere un ruolo?

La Puglia ha attivato un programma sull’innovazione  e rivolto ai giovani come “Bollenti Spiriti”, che sta dando grandi risultati. E’ un modello replicabile in Sicilia? E c’è la volontà della politica di supportare l’ecosistema delle startup?

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>