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Quanti ingegneri nell’Etna Start-up Valley!

«Creare una piattaforma digitale per creare un network delle start-up catanesi». E’ l’idea lanciata da Santi Maria Cascone, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Catania, in apertura del seminario che sabato scorso alla Cittadella universitaria di Catania ha chiamato a raccolta oltre 400 partecipanti tra studenti, startupper avviati e potenziali, ingegneri giovani e “navigati” e altri professionisti. Un evento – organizzato in sinergia con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar), la Fondazione e la Commissione Giovani dell’Ordine degli Ingegneri – che ha chiamato a raccolta anche gli “incubatori”catanesi di start-up – dal TIM #WCap Accelerator a Vulcanìc siano a Youthub – e coinvolto alcune start-up nelle quali c’è lo zampino di almeno un ingegnere.

«Nel prossimo bilancio dell’Ordine – ha annunciato Cascone – saranno individuate e utilizzate alcune risorse, seppur di modesta entità, per sostenere e premiare gli ingegneri che daranno vita a creative e innovative iniziative imprenditoriali». Detto questo, però, l’appuntamento ha dato modo di approfondire l’ecosistema delle start-up etnee: sono 84 le società della provincia iscritte attualmente nell’apposita sezione delle start-up innovative del registro delle imprese, con trend in crescita; circa 200 le application che ogni anno vengono presentate all’acceleratore di Tim #WCap, altre sono incubate da altre realtà (il prossimo 2 aprile sapere quali sono quelle selezionate dalla call lanciata di recente da Vulcanìc, una quarantina le application pervenute), senza contare le varie iniziative messe in cantiere dal Capitt dell’Università etnea e gli spin off avviati dall’ateneo.

Un panorama che ci dice una cosa ormai lampante: a Catania sono finiti i tempi dell’«Etna Valley legata alla St», come ha sostenuto Peppe Sirchia, ceo di Meedori, ma forse è nata una nuova Etna Startup Valley, se così possiamo definirla: un ecosistema di startup tecnologiche e digitali che seppure ancora sul nascere cresce, dal basso, e si scommette sul mercato. Ecco cosa ha detto Sirchia in proposito:

Tra i tanti ospiti venuti a parlare a questa attenta platea anche il data scientist Luca Naso, che ha capovolto l’approccio entusiasta alle start-up, ribadendo che il 90% delle start-up fallisce. Ecco perché:

Il seminario è stata anche l’occasione per conoscere più da vicino lo stato dell’arte dei prodotti di alcune start-up catanesi, da Archicart (Architettura di cartone) e Beentouch (chiamate e videochiamate in alta qualità e bassi consumi);, da Bycare Lab (dispositivi tecnologici per la mobilità alternativa) a Headilizia (assistente virtuale per il progettista), da NC, attiva nel settore dell’innovazione a Sias, esperta in site assistant sino a PortableLab_Geology&Engineering (diagnostica per i beni culturali e l’ambiente).

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Un pensiero su “Quanti ingegneri nell’Etna Start-up Valley!

  1. che puttanata, l’ennesima. A cosa serve un network quando già esiste italian startup scene sicily su FB. Serve invece migliorare la formazione che non si trovano ingegneri veramente bravi da assumere.

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