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L’Epsi “premia” il non-portale open data della Regione Sicilia

Negli ultimi dieci giorni di febbraio è arrivato un importante riconoscimento: il Report The best of 2015 dell’Epsi, European Public Sector Information platform, a pag 17, ha indicato tra le migliori iniziative locali bottom up, cioè provenienti dal basso, il “non-portale open data della Regione Sicilia” (nonportale.open- datasicilia.it). In sostanza si tratta di un’attestazione di qualità per la piattaforma messa su da alcuni membri del gruppo “#opendatasicilia”, che nell’ottobre 2015 hanno lanciato on line il loro non-portale, utilissimo per accedere a dati “aperti” della Regione siciliana e per avere un unico punto di accesso e di ricerca fra le miriadi di informazioni che la Regione tiene “a disposizione” degli utenti in circa 160 siti a vario titolo riconducibili alle sue strutture. Una vera Babele nella quale adesso si può cercare di navigare, per argomenti, partendo un punto fermo.

Il nonportale.opendatasicilia
Il nonportale.opendatasicilia

«Quello dell’Epsi per noi è un riconoscimento importante – spiega Marco Alfano, ingegnere elettronico, palermitano, uno dei “papà” del non-portale -. Certo da un lato ci dispiace che veniamo citati noi e non la Regione siciliana, una delle tre (con Campania e Puglia) a non avere ancora un portale open data. C’è da dire che il nostro non-portale sarà il modello su cui costruire il non-portale open data della Campania. Domani, infatti, sarò a Napoli in occasione della Giornata mondiale “Open Data Day 2016” per presentare il nostro progetto e avviare la costruzione di quello campano con il gruppo #opendatacampania. è bello collaborare con gli amici campani facendo un po’ da apripista. Sono sicuro che con loro faremo faremo un buon lavoro e riempiremo il portale di contenuti».

Questo in fondo è quello che è già avvenuto in Sicilia, da quando si decise di dare il via al progetto. Erano i giorni di Open Data Summer Edition, a settembre del 2015. L’evento è stato organizzato dal gruppo #opendatasicilia, una iniziativa civica che si propone di promuovere gli open data e diffondere la cultura dell’open government nel nostro territorio, portata avanti da un gruppo di cittadini, circa un centinaio, con diverse storie e competenze.

«In quell’occasione – racconta Alfano, che nel 2011 è stato consulente ICT proprio della Regione – ho presentato agli altri un censimento dei siti delle Regione siciliana che potevano avere un interesse rilevante in termini di apertura dei dati. Il censimento evidenziava che sul sito della Regione c’è una piccolissima sezione open data che risale a circa 4-5 anni fa. Poiché dovevamo avviare dei laboratori, abbiamo pensato di portare avanti il progetto e un gruppo di 5 persone ha dato vita all’idea del non-portale per rendere disponibili a tutti i dati “aperti” della Regione». Ne è nato un lavoro duplice in realtà: da un lato, creare un portale che renda fruibili i open data già disponibili (all’interno del non-portale ci sono 230 data-set, mentre sul sito ufficiale della Regione ce ne sono solo 13, come rilevato dal Report Espi); dall’altro, creare un unico punto di accesso alla miriade di siti web della Regione, visto che quello istituzionale non si può certo dire sia un campione di fruibilità. Così, in quei laboratori è nato l’embrione del non-portale, poi lanciato definitivamente a ottobre dello scorso anno.

Oggi il gruppo che lavora con passione e a titolo assolutamente volontaristico al non-portale è composto da otto persone, prevalentemente palermitani e catanesi: Marco Alfano, Josca Arena, Cristiano Longo, Alessandro Pernice, Giuseppe Reale, Andrea Borruso, Davide Taibi, ai quali si è aggiunto Maurizio Foderà. «L’abbiamo chiamato non-portale perché non è il portale istituzionale della Regione e perché in realtà gli open data disponibili non sono moltissimi. Però – aggiunge Marco Alfano – crediamo che si importante fornire un servizio ai cittadini, ci crediamo e ci rendiamo conto che si tratta di un servizio che manca». E infatti, per usare le parole del Report Epsi: il non-portale vuole stimolare la Regione e le amministrazioni locali a rendere disponibili i loro dati in un formato aperto. In attesa che questo avvenga, sopperisce proprio il non-portale.

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