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Beentouch, arriva “emotion connect”: da Catania parte la sfida a Skype

Tutto è nato per una promessa d’amore. «La persona con cui avevo una relazione a distanza un giorno si sfogò con me: sono stufa di non riuscire a comunicare bene, visto che sei un esperto di informatica perché non risolvi questo problema? Le promisi che l’avrei fatto. Mi rivolsi al mio amico Alberto e gli chiesi: riusciamo a fare un software migliore di Skype? Mi rispose di sì». Inizia da lì, da quel rapporto a distanza vissuto da Danilo Mirabile, la storia di Beentouch, l’applicazione “inventata” dallo stesso Danilo e dal suo amico Alberto Longo, entrambi studenti di Ingegneria informatica, autori del software iniziale sui cui poi è nato tutto il progetto.

Il team di Beentouch
Il team di Beentouch

Il team (nella foto) annovera anche Emanuele Accardo (anche lui studente di Ingegneria informatica), Federica Munzone (studentessa dell’Accademia Belle Arti, si occupa di design), Emanuela Toscano (l’unica laureata del gruppo, in Giurisprudenza, si occupa degli aspetti legali) e infine Daniele Pecoraro (studente di Economia, si occupa del marketing). Una “squadra” giovane, età media 23 anni, tutta catanese, costituitasi nel 2014 dopo aver partecipato alla call for ideas di Tim #WCAP, aver vinto il grant da 25 mila euro che ha permesso di loro di essere accelerati, ospitati e supportati dall’acceleratore di Telecom per sviluppare la versione beta di Beentouch per Android lanciata sul mercato lo scorso dicembre, quasi due anni dopo la “genesi” dell’idea.

«Abbiamo circa mille download al mese e metà degli utenti è attiva, un numero incredibile arrivato senza fare nessun investimento pubblicitario su Android – dice Danilo Mirabile, ceo di Beentouch -. Adesso stiamo lavorando alle versioni per iOS, Windows Mobile e web per avere l’applicazione multi-piattaforma com’è giusto che sia. Nei prossimi mesi dovremmo riuscire a rilasciare tutte le versioni. Ora, però, ci servono ulteriori risorse per investire e lanciarci al meglio sul mercato, stiamo verificando la possibilità di alcuni fondi di venture capital in Italia, altrimenti andremo all’estero». Danilo mostra idee chiare e determinazione.

Il Corriere Innovazione ha da poco dedicato loro un articolo, definendoli come la sfida italiana a Skype. «Non è un’invenzione giornalistica – spiega Danilo – ma proprio quello che vogliamo fare. Quando siamo partiti e prima ancora di essere accelerati da Tim, siamo andati dai dirigenti di Telecom a dire che volevamo competere con Skype, che non volevamo fare un software qualunque. Questo è ancora il nostro obiettivo. Cominciando su scala nazionale, come stiamo facendo, per rivolgerci poi ai Paesi del Sud dove competitors come Skype e Hangouts di Google non riescono ad arrivare: noi riusciamo a portare lì un prodotto di estrema qualità che lavora anche con una infrastruttura bassissima. Abbiamo già ricevuto ricevuto richieste dal Ghana e dall’Ecuador. Dopo esserci affermati nel Sud del mondo, “attaccheremo” il resto».

Questa ambizione nasce dal prodotto che hanno inventato: Beentouch permette di fare chiamate gratuite in audio o in video in alta qualità consumando poca banda e quindi funzionando bene anche con connettività bassa. «Utilizziamo le migliori tecnologie gratuite nel campo delle telecomunicazioni e le abbiamo rese più prestanti – spiega Mirabile -. Abbiamo siglato una partnership con l’Università e anche grazie al supporto del professore Battiato del Dipartimento di Matematica e Informatica, utilizziamo algoritmi che ci consentono di migliorare le prestazioni delle tecnologie esistenti. In più evitiamo di fare quello che fanno le big company, ovvero trasmettere con lo streaming anche i dati dell’utente che si trovano sui device utilizzati, il che appesantisce notevolmente la comunicazione e l’impiego di banda. Noi invece ci limitiamo a inviare solo lo streaming audio o video peer to peer, senza prelevare nessun dato: questo fa consumare molta meno banda, ci permette di avere un’alta qualità della comunicazione e tutela la privacy dell’utente».

Due le novità in arrivo con cui il team di Beentouch punta a fare un salto di qualità ulteriore: la prima è Emotion Connect, l’innovativo pacchetto di funzionalità interattive per sfondare il muro della comunicazione emozionale. Fra tre settimane sarà lanciata la prima di queste funzionalità, guarda caso pensata e testata proprio per le coppie a distanza: basterà toccare un punto dello schermo dello smartphone e all’altro partner comparirà un’impronta digitale che, se toccata, genererà un pulsazione che riproduce il battito del cuore. «Anche in questo caso applichiamo tecnologie esistenti che abbiamo riutilizzato. L’abbiamo fatta provare e davvero ha suscitato emozione e qualche lacrima», racconta Mirabile.

Il pacchetto Emotion Connect in realtà prevede ancora di più, grazie a tecnologie di analisi facciale e di analisi ambientale che nelle chiamate video o audio potranno permettere di interpretare lo stato d’animo dell’interlocutore. Vuoi mettere l’impiego nei rapporti di affari, oltre che nelle chiamate sentimentali? Sul piatto anche un’altra evoluzione, Beentouch per IoT, per l’Internet delle cose con codici sviluppati ad hoc per poter fare interagire device intelligenti. Ma prima occorre trovare investitori.

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Un pensiero su “Beentouch, arriva “emotion connect”: da Catania parte la sfida a Skype

  1. Bellissimo progetto lavorativo e di vita per una generazione di talenti giovani e del sud. Una emaozione leggere cosa sono riusciti a fare e quali sono le prospettive che si prefiggono per la bellissima idea realizzata di Beentouch. Lavoro nel gruppo TIM e spero vivamente che l’aiuto che cercano i nostri amici lo trovino nel perimetro aziendale, in Italia e nel nostro martoriato Sud. Forza ragazzi. AUGURI vivissimi.
    Gennaro

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